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Girls just want to have fun

January 03

Chi ben comincia...

Amici, che ci crediate o no, sono ancora qui... è davvero una vita che non scrivo, ma a mia discolpa devo dire che ho dato (e probabilmente bocciato) un esame enorme e che mi sono dedicata allo studio matto e disperatissimo sulle sudate carte (1438 pagine per la precisione), interrompendomi solo per bere, mangiare, e guardare Amici. Poi ci sono state le feste, i regali da comprare, le uscite da fare eccetera eccetera, ma adesso sono tornata più in forma che mai per riaggiornarvi un po' sulla mia vita.

Allora, prima di tutto devo dire che questo Natale ho ricevuto dei regali meravigliosi, e su tutti vorrei citare una maschera da notte (che va a sostituire il mio bigio, triste, paraocchi made in Lufthansa) di color viola acceso e con su scritto principessa...ho voluto leggere in questo regalo l'augurio che un principe venga a risvegliarmi dal mio sonno (ovviamente metaforico, emotivo) con un bacio.

Ma, onestamente, la cosa non mi preme più di tanto. Non chiedetemi perchè, ma ho iniziato il duemilanove con una grande serenità interiore, una grande tranquillità e un profondo senso di appagatezza.

Anzi, ora ve lo spiego io il perchè.

Vi ricordate come avevo trascorso il capodanno passato? Ok, vi rinfresco la memoria: alle 00.15 ero collassata sul gabinetto della casa in montagna dove stavamo festeggiano l'arrivo del nuovo anno, e vi sono rimasta accasciata sopra all'incirca per due ore, dopodichè mi sono alzata nauseata e dolorante e sono tornata nella mia misera magione rimpiangendo di essermi letteralmente persa l'intera festa e di non ricordarmi nemmeno il tipico conto alla rovescia, al quale, dicono i miei amici, io avrei partecipato, sebbene in preda ad un principio di coma etilico. Come dire...se il buon giorno si vede dal mattino...era già scritto che il 2008 non sarebbe stato proprio un anno entusiasmante, e infatti non lo è stato affatto, nè per me nè per molte delle persone a cui voglio bene.

Se non altro è passato.

Comunque, quest'anno la storia è stata tutta un'altra: alle 00.15 io, felice come una bambina, sguazzavo in una vasca idromassaggio bevendo champagne e gridando a tutti che quello era il momento più bello della mia vita. Senza contare che avevo precedentemente degustato una cena deliziosa, fatto a pallate di neve e ballato canzoni idiote come se non ci fosse un domani. Insomma, è stata proprio una gran serata, per cui voglio ringraziare pubblicamente la Lisa e la Marta che mi hanno coinvolto in questa vacanza alcoolica e aggiungere che il proverbio con cui inauguro il duemilanove è il seguente: chi ben comincia è a metà dell'opera...e lo so che voi mi preferite nevrotica e incattivita, ma purtroppo in questi giorni sono insolitamente serena. Forse ormai me ne sono successe talmente tante che penso di avere espiato la colpa per essere stata Stalin nella mia vita passata, o forse questo inusuale ottimismo deriva dal fatto che sono ancora ubriaca dopo tutte le feste e i festini che mi hanno vista protagonista in queste vacanze, sarà quel che sarà, ma va bene così.

Insomma, non so perchè, ma mi sono convinta che basta essere in pace con se stessi perchè tutto vada a posto, o, per lo meno, perchè anche ciò che a posto non è, sembri meno grave e meno gravoso.

Perciò concludo con una frase de Il Mago di Oz:

Ora so che se deciderò ancora di andare alla ricerca della felicità non dovrò cercarla oltre i confini del mio giardino, perchè se non la troverò là, non la troverò mai da nessun altra parte.

Un bacio a tutti

Elena

 

 
November 24

Chi è senza peccato scagli la prima pietra

Quanti di voi, come me, pensano che Franco Trentalance sia un uomo estremamente affascinante?

Quante di voi non esiterebbero un istante di fronte a una proposta indecente da parte di Zingaretti-Montalbano (adorabile, tarchiatotto e con le gambe a x ma così tanto animale de furesta)? Io non me lo farei ripetere due volte....

Quanti di voi hanno detto: ma che palle! guardando "ladri di biciclette? Io sì.

Quanti di voi de "i malavoglia" hanno letto solo il bignami? Io, del libro vero, sono arrivata solo intorno a pagina 80. Non ho mai proseguito.

Chi di voi ha finto di ricordarsi il nome di un film mai visto, la trama di un libro mai letto, una canzone mai ascoltata solo per darsi un tono nella conversazione? Io molte volte.

Chi non si cancella con Photoshop le lonze dalle foto delle vacanze? Siate sinceri...

Chi di voi, scivolando e cadendo rovinosamente di fronte all'università/supermercato/discoteca non si è rialzato guardandosi intorno e facendo finta di niente (no, tranquilli, non mi sono fatta niente) mentre sospetta una frattura scomposta dell'ulna?

Chi non ha mai dato buca fingendosi malato, quando invece semplicemente non aveva voglia di vedere la persona in questione?

Chi non ha mai approfittato della corsia d'emergenza per percorrere gli ultimi 100 metri prima dell'uscita quando l'autostrada è bloccata? (Io l'ho fatto oggi per la prima volta, ma vi assicuro che l'A1 era davvero intasata!)

Quante di voi non hanno mai dato il proprio numero di telefono invertendo le ultime due cifre al tipo assillante e affetto da una terribile alitosi che vi importunava da tutta la sera, solo per togliervelo di torno?

Quante di voi dichiarano di truccarsi e vestirsi con cura solo per se stesse ma quando se ne stanno in casa girano col pigiama di pail, le pantofole di gatto Silvestro e la pinza gialla in testa? Io adoro il mio pigiama con gli orsi...

Quanti di voi piangono di fronte alle pubblicità della Barilla? Io sempre. Ma ancora di più quando c'è la pubblicità di Calzedonia, quella che finisce con la frase:-speriamo che sia femmina.

Chi di voi non ha mai pensato "che bella canzone..." per poi scoprire che era di Julio Iglesias?

Chi di voi non ha mai pensato, nemmeno per un fugace attimo, di non essere eterosessuale? Io, davanti al trailer di Striptease, con Demi Moore, confesso di aver preso seriamente in considerazione l'eventualità.

Chi non ha mai finto di ascoltare una conversazione telefonica, mentre in realtà è intento a seguire il labiale di "Uomini e Donne" a cui ha tolto l'audio per non dover dichiarare la propria passione per i programmi trash? (Io non devo farlo più: ho fatto outing già da tempo relativamente alla mia passione pe i programmi trash).

Chi di voi non ha mai rivelato un segreto che aveva giurato di custodire? Da ragazzina io lo facevo continuamente.

Chi non si è mai vendicato in maniera infantile e brutale col/colla proprio/a fidanzato/a fedifrago/a? (Io gli ho rigato la macchina...)

Chi non ha mai provato la banana con la Nutella? (Se non l'avete ancora fatto, affrettatevi, vi assicuro che è un piacere impareggiabile).

Quante di voi non hanno mai detto:-tesoro è stato meraviglioso!- oppure :-ma figurati, capita a tutti ogni tanto!- mentre in realtà pensavano:-Babbo Natale sarebbe stato più soddisfacente...-

Quanti di voi non hanno mai detto: ti chiamo io... e poi sono spariti dalla circolazione?

Quante di voi, incontrando quella sgualdrina che non avevate assolutamente voglia di vedere ma che, per varie ragioni, non potete non salutare, hanno detto: tesoro, come stai? Spero vada tutto bene... mentre in realtà pensavano: che strega, speriamo che un giorno di questi cada dalla scopa e si rompa l'osso del collo!

Chi non ha mai inventato scuse inesistenti per essere arrivato in ritardo?

Chi non ha mai finto di non essere arrivato in anticipo a un appuntamento a cui teneva? (Sono bravissima a simulare l'affanno da corsa...)

Quanti di voi non hanno mai pensato che questo blog fosse un'inutile perdita di tempo per me (che lo scrivo) e per voi (che lo leggete)? Io anche in questo momento che ho finito di rileggere la lista inqualificabilmente prolissa e ripetitiva delle cavolate che ho scritto!

Comunque sia, vi abbraccio tutti...

Elena, quella che non ha mai finito di vedere Novecento di Bertolucci ma sa a memoria tutte le puntate di Will e Grace

 
 
November 04

The Passion

Ciò che le donne temono non è qualche sberla ma la mancanza di passione.

Non mi ricordo assolutamente chi l'ha detto (sicuramente una donna) però son parole sacrosante.

Ovviamente per sberle credo si intenda in senso metaforico. Ma forse anche no. E non mi riferisco al sesso selvaggio, come i più maliziosi di voi staranno pensando (sicuramente uomini), ma alla capacità di reagire, imporsi, insomma la personalità che negli uomini, oramai, latita più dei peli sul petto (che poi, dico io, almeno strappateli con la cera, che siete uomini, il sesso forte. No, rasoio. E noi povere pulzelle che facciamo la ceretta all'inguine senza mai lamentarci che dovremmo dire? vabè...).

In ogni caso, dicevamo, la mancanza di passione. Noi ragazze cresciute a pane e via col vento ci immaginiamo baci romantici e coinvolgenti sotto il temporale, inseguimenti appassionati, corteggiamenti mozzafiato. Poi diventiamo grandi e ci rendiamo conto che è grassa se non ci vomitano ubriachi sulle scarpe nuove mentre si protendono per un bacetto all'acquavite.

Dev'essere stato sicuramente un uomo il primo a dire che le stelle sono sferoidi luminosi di gas altamente ionizzati. Anche perchè le donne, a quell'epoca, stavan lì a sfornare figli e pane e a domandarsi quando sarebbe finita. Comunque, una donna, portata a termine l'infausta scoperta, avrebbe bruciato tutto e ribadito che le stelle son le promesse dei giovani amanti.

Non lo so. Immaginiamoci la scena. Chiaro di luna. Lei che esclama estasiata:- Che meraviglia la luna così rossa...!- e lui che risponde:- Eh, lo so, amore, ma è colpa dell'inquinamento...-(e giù pippone sulle api in via d'estinzione).

Chissenefrega.

Potrebbe essere colpa dell'uranio impoverito come del buco dell'ozono, ma la luna rossa è romantica, punto. E non voglio sapere perchè. E' un po' come l'elettronica. Non mi interessa sapere come funziona il mio pc; io pigio un tasto e va da sè; per magia; per noi ignoranti in materia l'elettronica è una professione di fede. E lo stesso per certi commoventi fenomeni naturali.

Una volta ho scritto una lettera d'amore a un uomo. Era una lettera straziante, dove gli dicevo ti sto lasciando ma basta che tu accenni di no, anche in virtù di uno spasmo muscolare involontario e io non lo faccio (disquisirò in altra sede sul perchè gli uomini non lascino quasi mai, ma adorino farsi lasciare...). Era una lettera densa di allegorie, emozioni, trasudava (anche fisicamente) lacrime e disperazione (avevo pianto fino a rendere scivolosi tutti i pavimenti della casa...), era intensa, coinvolgente, profonda... sapete lui, dopo averla letta, cosa ebbe il coraggio di dire? -Scrivi bene. Ottima sintassi.- Vuoi farmi l'analisi del periodo testa di rapa? E io vorrei che fosse una butade, una scenetta inventata per rallegrare le tristi pagine di questo blog ma, purtroppo, è la sacrosanta verità.

Che poi noi donne sbagliamo. Perchè abbiamo delle aspettative. E non abbiamo ancora capito che non conviene mai aspettarsi nulla dagli esseri inferiori. Tipo: vi aspettereste mai che la vostra tartaruga, un giorno, uscisse dal terrario e vi togliesse la fatica di lavare i piatti? No di certo. E allora perchè aspettarselo da un uomo?

Una volta avevo un fidanzato. Eravamo anche innamorati, giuro (sì, dannazione, ci son cascata anch'io...). Comunque, era Natale e io avevo organizzato roba che neanche per il cinquantesimo anniversario di matrimonio, tipo bigliettini di auguri di dimensioni improponibili, cornicine di cartapesta fabbricate con le mie sante manine, dolci fatti in casa e una caterva di regali che mi aveva ridotto sul lastrico. Lui mi ha regalato, nell'ordine, una penna fatta a forma di dito mozzato, una scimmia di peluches vinta non so dove e un paio di orecchini gialli (che sulla mia pelle di color agonia donano come i fuseaux a Giuliano Ferrara). Il bigliettino di auguri non aveva fatto in tempo a scriverlo. Io, capirai, lì per lì ho pensato: che dolce, risparmierà per l'anello... e invece no, non ho mai ricevuto in regalo anelli che non fossero di cipolla.

Anche qualche mia amica ci si è infognata con 'sta cosa dell'anello a tutti i costi. Lo ripeteva continuamente al suo fidanzato, ma in maniera subdola; lo buttava lì in mezzo alle frasi, cercava di infilare la parola in contesti inusuali (tipo:-che bel tempo, tesoro...anello...proprio una bella giornata!-). Inutile ripetere che gli uomini, purtroppo non capiscono i sottintesi, sebbene una sottintenda la stessa cosa per mesi e mesi e senza nemmeno sottintendere poi tanto. Così lui le regalò una collana. Io invece, che avevo previsto la disfatta della tecnica ipnosi, le regalai l'agongnato anello. Tanto per farle capire che se volessimo essere capite sarebbe meglio fidanzarsi tra donne.

Comunque, ho divagato. Trovo ridicolo che gli uomini si appassionino a cose tipo il calcio, i videogiochi, le macchine, gli sport estremi, i muscoli eccetera, ma non riescano minimamente a commuoversi di fronte ai gesti d'amore della propria metà (e non dico eguagliarli, che sarebbe fantascienza). Tipo, ne abbiamo già parlato una volta, gli uomini piangono di fronte a Braveheart ma non quando guardano (se sono così illuminati da farlo) Come eravamo.

Cavoli, ho divagato di nuovo. Quel mio ex fidanzato della lettera direbbe che sto andando fuori tema. In ogni caso, tornando al punto, ben vengano gli uomini risoluti, che non hanno paura di essere irrazionali, che assecondano la loro anima impulsiva e passionale e al rogo quelli che, dopo due mesi di fidanzamento, si spalmano sul divano a guardare Sport24 e non si alzano più, se non per andare a fare pipì. Mi sono spiegata?

Adesso vi saluto, che, alla fine, nonostante le buone intenzioni iniziali, è venuto fuori un post troppo lungo, disarticolato e senza un filo logico, sempre per dirla come quel mio ex fidanzato appassionato di critica narrativa.

Baci,

Elena

October 28

Alle mie amiche

Ci son tanti modi di essere donna. E c'è un momento preciso della vita in cui scegliamo che donne saremo per il resto della nostra esistenza, che modello saremo per le altre donne, che ricordo per quelle che verranno dopo. Credo che succeda quando siamo molto piccole. Quando decidiamo di tagliare il nastro verde per capelli per darne la metà alla nostra compagna di banco, anche se così è troppo corto per entrambe. Ma non finisce qui.

Ogni momento della nostra vita viene per domandarci che donne siamo, e riconfermare la scelta fatta, se non è sempre semplice, è comunque inevitabile per non tradire quello che siamo, che siamo state e che saremo.

Donne non si nasce, donne si diventa. Si nasce femmine, che è ben diverso. E qualcuna lo resta anche tutta la vita. Ma non io. Perchè posso avere dubbi su tutto nella mia vita, ma non su che donna io sia.

E questo perchè, se a volte lo dimenticassi, sarebbe sufficiente guardarmi intorno: imparo tanto ogni giorno dalle donne che ho accanto, le mie amiche meravigliose che, metaforicamente, hanno spartito con me il nastro verde almeno un migliaio di volte, e di questo non le ringrazierò mai abbastanza. Sono loro che mi ricordano che, per quanto, a volte, il mondo giri al contrario, possiamo comunque essere sbagliate insieme. Mi commuove rendermi conto che, comunque vadano le cose, sono sempre capaci di stupirmi coi loro gesti d'affetto, mai richiesti, mai scontati, e sempre assolutamente sinceri. E la solidarietà di un'altra donna è il gesto più disinteressato e per questo più commovente che io possa immaginare.

Ci son tanti modi di essere donna. Quello che io ho scelto per me passa necessariamente attraverso il loro amore e il mio per loro. Attraverso la consapevolezza della loro presenza, che aiuta sempre, anche quando non c'è niente che si può fare, anche quando, in silenzio, ci si può solo far compagnia. Il mio modo di essere donna passa anche attraverso la consapevolezza che, molto spesso, l'amicizia è scomoda: impone scelte, richiede cura, necessita di pazienza e attenzione. Ma ripaga sempre. Perchè, qualsiasi cosa succeda, con loro accanto, io mi sento sempre di avere vinto.

E passeranno gli anni, verranno le rughe, e i momenti più difficili della nostra vita ci aspetteranno dietro l'angolo inattesi, ma nella forza del loro affetto, so che troverò sempre un porto sicuro e un equilibrio, perchè ognuna di loro rappresenta qualcosa che mi manca, del tutto o in parte: tutte insieme, sono l'altra faccia della mia medaglia, l'altra metà della mia mela. Tutte insieme, siamo l'intero cielo, e non solo una metà.

Non sarei una donna completa senza di loro. In un certo senso, sarei meno donna io stessa se non potessi continuamente imparare da loro.

Ci son tanti modi di essere donna, alcuni sono più semplici, più comodi, comportano un minore investimento di amore e fiducia per le donne che ci sono accanto, ma, anche se volessi, non potrei essere una donna diversa da quella che sono.

October 17

Dagli ABBA al compleanno: parabola discendente di un giorno di gioia

Lo sapevo. Avrei dovuto scrivere la settimana scorsa quando, tornata dal cinema dopo aver visto Mamma Mia, ero una persona veramente felice, quando ancora l'effetto placebo delle canzoni degli Abba mi intorpidiva la mente e soffocava la mia vena polemico-depressiva. Invece no. Ho atteso, confidando nel fatto che la gioia regalatami dal film e dalla splendida colonna sonora durasse in eterno.

Ovviamente non poteva.

Perciò rieccomi piombata nella solita routine. E per di più la situazione peggiora. Non mi dilungherò sulle questioni dei tagli alla scuola perchè mi sono già sfogata abbastanza con chi mi sta intorno, e poi sul mio blog, se dio vuole almeno qui, si parla poco di politica.

La questione che più mi deprime è legata ad un fatidico giorno della prossima settimana, Giovedì 23 per la precisione, che è anche il giorno del mio venticinquesimo compleanno.

Disperazione a ansia.

Insomma, il venticinquesimo compleanno è una data significativa, specialmente per una femminuccia. Drammatica per una femminuccia single.

Sì perchè noi ora possiamo star qui le ore a ripetersi che chissenefrega, che quandolamorearrivailcampanellosuonerà, dare tempo al tempo, non c'è fretta, in fondo siam giovani eccetera eccetera, ma non ci crede nessuno. La sola differenza è che io ho il coraggio di dirlo: sto ufficialmente diventando una zitella. Mi troverete tra dieci anni a vivere in uno sporchissimo monolocale col mio gatto senza un occhio (il gatto, non io, o almeno si spera), ingurgitando cibo monoporzione e affogando i dispiaceri in botti di tequila di bassa qualità. E lo so, tra dieci anni molte degli innamorati che vedo intorno a me si straranno strozzando amabilmente con i documenti del divorzio, ma è una magra consolazione.

E poi non è solo la questione del partner (che non c'è) a preoccuparmi, ma anche il fatto che temo l'arrivo delle rughe, dei capelli bianchi, del seno calante. Per ora tutto tranquillo. Ma per quanto? Dicono che le donne mature sono affascinanti, che quelle che superano la soglia dei trenta attraggono di più gli uomini perchè sanno quello che vogliono, son più sicure di sè, ma poi, non si sa perchè, se una vien tradita dal marito, c'è spesso di mezzo la segretaria ventenne. Poi sbaglierò...

Comunque, ho intenzione di trascorrere il giorno del mio compleanno bevendo e facendomi coccolare (assistere?) dai miei amici. Se vi volete godere l'imbarazzante scena fatemelo sapere.

Intanto vi saluto, che stasera mi aspetta la visione di un film di altissimo livello culturale. E lo so, Domenica ho visto Black Sheep (strepitoso film neozelandese nel quale le pecore hanno subito una mutazione genetica e attaccano gli uomini pecorizzandoli) per cui uno può pensare che non ci sia nulla di peggio. Ma, credetemi, c'è di peggio, eccome!

Baci,

Elena, amante degli ovini assassini

October 07

Ennesimo post decontestualizzato

Amici miei carissimi, come va? Io abbastanza bene anche se sono totalmente assorta nei miei vani tentativi di capire come cavolo funzioni la burocrazia universitaria. Perchè devo farmi fare un foglio per farmi fare un altro foglio per farmi fare un timbro per farmi approvare la delibera per avere il foglio di cui avevo bisogno all'ìnizio? Non posso chiedere semplicemente di avere il foglio che mi serve? No. Perchè così è più complicato, mi mettono alla prova. Che poi se tutti gli uffici dove un povero sudente universitario deve svernare in fila per ore, trascurando la sua istruzione, che poi è il vero motivo per cui è studente universitario (nonchè perchè così può fare la vita da disoccupato stipendiato dal papà), insomma se tutti questi uffici fossero riuniti in un unico plesso, se vi si potesse accedere semplicemente con la suddetta fila sarebbe un altro paio di maniche...invece no! Ognuno si trova a minimo dieci chilometri dall'altro. E tu scarpini. Ti fai i muscoli. Forse vogliono farci dimagrire o lo fanno per non lasciarci ingobbire sui libri. Ci aiutano a smaltire le calorie in eccesso. Sticazzi. E scusate la finezza.

Comunque, apparte la burocrazia, per il resto va tutto bene. Sì, insomma, va. Non è che in questo periodo io sprizzi proprio ottimismo da tutti i pori. Non per cattiveria. Sarà che l'economia è in crisi, che è arrivato l'inverno, che tra poco compirò venticinque anni...sì, mi sa che è soprattutto questo.

Comunque, detesto le persone pessimiste a tutti i costi. Davvero. Son finiti quei tempi adolescenziali in cui tutti dovevamo fare la parte dei disagiati sociali e ripetere in continuazione che il mondo fa schifo e che la vita è un orrido buco nero senza via d'uscita. Eppure qualcuno continua. L'altro giorno, in un locale, sono stata rimorchiata con la seguente frase: la vita fa schifo, non trovi?. La tua di sicuro, ho risposto. E ho girato i tacchi. Insomma, io cerco di essere una persona positiva, di trovare il lato buono delle cose; ma a volte il lato buono proprio non c'è.

Sapete cosa mi è venuto da pensare in questi ultimi tempi? Che la nostra generazione è alquanto sfortunata. Lo so, i nostri genitori ci hanno sfrantecato le ovaie con 'sta cosa che noi siamo stati più fortunati di loro e abbiamo tutto quello che loro avevano sempre desiderato: libertà, possibilità di studiare, di viaggiare eccetera eccetera. Ma, in fondo, a vent'anni, mia madre viveva nel pieno del boom economico italiano e, comunque sarebbero andate le cose, aveva la certezza che avrebbe avuto una vita migliore, più ricca e più soddisfacente di quella dei suoi genitori. Per lo meno aveva la speranza.

Oggi come oggi, il consiglio che noi studenti universitari ci sentiamo ripetere più spesso è di andarcene dall'Italia. Che l'Italia fa schifo. In tanti lo fanno. Se ne vanno. E io li ammiro, perchè ci vuol coraggio a lasciare tutto per amore della propria professione. E chi non ne ha la possibilità? Resta. E scusate se mi permetto, ma ha altrettanto coraggio di chi parte. Perchè le aspettative sono tutt'altro che rosee. Infatti noi  sappiamo bene che poco o nulla cambierà, se non in peggio. Perchè questo paese ha una delle peggiori classi dirigenti che esistano al mondo. E forse l'aveva anche quando i nostri genitori avevano venticinque anni. Ma ancora loro non lo sapevano.

Mi fan ridere i giornalisti quando scrivono che la nostra è una generazione apatica, disinteressata alla politica, che non ha più ideali. Io credo che il nsotro vero problema sia la totale assenza di speranza per il futuro. Come possiamo essere motivati? La nostra unica certezza è che ad averla vinta sarà sempre e sempre di più quello che ha gli amici giusti, il giusto conto in banca e la giusta faccia di bronzo. E che Andreotti ci seppellirà tutti. Ma questa è un'altra storia.

Comunque, adesso la pianto, che sennò divento noiosa. E vi sottopongo alcune questioni:

1- Perchè ultimamente vado al cinema e vedo soltanto film orrendi?

2- Avete un buon libro da consigliarmi? Mi sono arenata su "La mia Africa" e non credo che proseguirò...

3- Devo assolutamente trovare uno sport da fare. Ma che a) non abbia niente a che fare con l'acqua (non so nuotare) b) non comporti la probabile rottura delle mie curatissime unghie c) non costi molto d)sia divertente ma mi faccia smaltire calorie. L'unica cosa che avevo trovato era un corso in una scuola di balli latino-americani, denominato "corso per single", ma ho paura di quello che potrei trovarci, per cui fatemi sapere.

4- Come si fa ad avvicinarsi al proprio venticinquesimo compleanno senza andare in iperventilazione al solo pensiero?

 

Insmma, ho bisogno di voi!

Baci

Elena

September 30

Donne fragili e uomini inutili

Io odio gli uomini.

E la maggior parte delle donne.

Sapete quali donne?

Quelle fragili.

Quelle che fingono empatia per una zanzara spiaccicata sul muro, dolore lancinante per un'aiuola caplestata, quelle che ogni libro che leggono, ogni film muto che vedono, ogni canzone sconosciuta che sentono si emozionano e non parlano d'altro per mesi.

Quelle che piangono perchè il loro pesce rosso si è buttato fuori dall'acquario e che, soprattutto, hanno bisogno di una spalla possente su cui diperarsi per ogni sciocchezza, di un sostegno morale, sempre maschile, che le accompagni ad ogni passo. Disprezzo profondamente quelle donne.

Sono quelle che non hanno amiche, perchè sarebbero in grado di flirtare, col loro fare finto ingenuo e nascostamente lascivo anche con un palo della luce, perchè, se malauguratamente gira un paio di pantaloni per la stanza, si dimenticano che la loro amica del cuore è in piena crisi d'autostima.

Sono quelle che hanno sempre problemi. Che li hanno sempre avuti. Che si dichiarano sensibili e sentimentali, ma ti lascerebbero in piedi sul cornicione se un maschietto qualsiasi le invitasse fuori.

Sono quelle che non guidano, non bevono, o, quando bevono, dicono di farlo perchè soffrono e poi si accoppiano col primo venuto.

Sono quelle che lasciano il proprio fidanzato con la scusa che la nonna ha il diabete e soffre troppo, poi si mettono col suo migliore amico.

Sono quelle che scrivono poesie intimiste , che dicono di essere brutte, che non si fanno fare foto, che amano vestirsi casual e poi passano le ore davanti allo specchio perchè quello stile sarà pure casual, ma di sicuro non è casuale: la spallina della cannottiera che cade, il tanga coi gattini sopra, gli orecchini finto-indiani.

Sono quelle che simulano insicurezza, ingenuità, fragilità, ma sanno spezzare il cuore di un uomo come fosse fatto di carta velina.

Ma sapete qual è la cosa più bella?

Gli uomini per questo tipo di donne impazziscono.

Si innamorano perdutamente.

E sapete perchè?

Perchè finalmente si sentono utili all'umanità.

Perchè non si sentono minacciati nel loro ego maschile.

E allora le vanno a prendere in macchina all'altro capo della città, scrivono la loro tesi, preparano loro il brodino quando hanno il raffreddore, le accudiscono e le compatiscono come se avessero dieci anni. Mentre una donna con un minimo di personalità ha, come unico effetto, quello di terrorizzare gli uomini che incontra. Perchè, immediatamente, i poveretti si rendono conto di non essere per la suddetta assolutamente indispensabili, perchè lei i suoi problemi (e non si parla di pesci schizzati fuori dall'acquario) se li sa risolvere da sola, perchè sa (vabbè, quasi, al limite prende un autobus) guidare la propria macchina, prendere da sola un'aspirina e terminare autonomamente la propria carriera universitaria. Vabbè, non dico che bisogna essere per forza wonder-woman, io almeno non lo sono quasi mai, è solo che non sopportrei di dover dipendere da un maschietto o rendergli merito per ogni cosa che faccio.

Non sono molto brava a chiedere aiuto nemmeno quando ne ho bisogno, e questo è vero, dovrò lavorarci su. Ma non sono nemmeno il genere di donna che si fidanza con un ometto che non le interessa perchè non sa che fare al Sabato sera. Primo, perchè io ho un sacco di cose da fare al Sabato sera anche senza un uomo (feste, cene, uscite eccetera), ma soprattutto perchè non sono capace di venire a patti con me stessa. Io lo so quello che voglio. Se non l'avrò pazienza, se al mio principe azzurro è sbandato il ronzino, pace, la vita continua, meglio soli che male accompagnati e giù ancora con altre banalità del genere.

Adesso vi saluto, continuerò a inveire contro le donne fragili e gli uomini inutili al più presto.

Elena

 

September 09

A che ora è la fine del mondo?

Ok. Domani moriamo tutti.

Lo so. Volevate che parlassi, per par condicio, degli orrbili giornaletti che leggiamo noi donne, ma ci sono problemi ben più gravi ora come ora.

Fanno un buco nero. A Ginevra, che non è nmmeno troppo lontano. Non mi chiedete cosa sia un acceleratore di particelle perchè la mia conoscenza in materia si ferma a "Viaggio nel cosmo" di Piero Angela, per cui non sono molto ferrata. Ma pare che con questo coso ricreeranno un mini-buco nero in laboratorio per vedere com'è nato l'universo. Ora dico io, a un certo punto, chissene. Non per cattiveria, ma un folto gruppo di scienziati si è opposto all'esperimento dicendo che il buco nero potrebbe non essere poi tanto mini e, in pochi anni, inghiottire tutto l'universo. Allora basta. Pazienza se non sappiamo esattamente com'è andata.

C'è ancora qualcuno che crede alla versione della Bibbia. Non mi sembra così urgente trovare certe risposte. Almeno aspettate che io sia morta (di vecchiaia, ovviamente) prima di dedicarvi a certi esperimenti improbabili. E invece no, domattina alle 9 parte 'sta cosa. Fortunatamente, essendo io nella mia settimana di riposo prima dell'inizio delle lezioni, a quell'ora starò probabilmente dormendo...ma, d'altra parte, avrei potuto pure evitare di studiare per l'esame di ieri. Avrei potuto fare tutte quelle cose che in vita mia non ho mai fatto, tipo distruggere una macchina, aggredire qualcuno con violenza o girare nuda per la strada. Avrei potuto...

D'altronde io sono abituata alle psicosi. Ne ho un sacco. Ne cito due, quelle che mi terrorizzano di più:

Ho paura che mi si sciolga l'ombelico. Che non l'abbiano legato bene. Che un giorno, mentre faccio ginnastica (risate di sottofondo) si senta un minaccioso strap, e tutti i miei organi interni fuoriescano sul pavimento. Fior fior di dottori mi hanno detto che è impossibile, ma io non sono ancora del tutto convinta.

Ho paura dei temporali. E questo, direte voi, un po' tutti, ma lo sapevate che i fulmini fanno più di mille morti all'anno?? Una volta ho fatto l'errore di leggere le regole per il comportamento sicuro da tenere in caso di temporale. Non lo fate mai, lo dico per voi. Ci sono un centinaio di regole che fanno venire la pelle d'oca.

Adesso vi saluto. Dovrei risistemare la camera. Ma ho deciso di aspettare domani. Prometto che se sopravviviamo la rimetto in ordine.

Baci

Elena

September 08

E' nato prima l'uovo o la gallina? Pensieri sparsi

Ok, stavo semplicemente guardando la tv. E poi, ad un tratto, mi sono trovata in mano, nell'ordine, un paio di forbici, un tagliaunghie e un trincetto. Dovevo immaginarlo che c'era qualcosa che non andava... il fatto è che, ragazzi, a parte il caldo torrido che imperversa su questa città, è ufficialmente iniziato l'autunno, ed è domenica, e domattina ho un esame e ignoro completamente almeno due dei libri che avrei dovuto studiare. Insomma, gli elementi c'erano tutti. Se poi aggiungi film d'amore strappalacrime, gli istinti suicidi sono il meno che ti possa capitare, no? Comunque tranquilli, ho spento la tv, ho preso una scatola di biscotti, ho allontanato da me tutti gli oggetti contundenti e adesso scrivo sul blog. Ad essere sincera non ho molto da dire. In realtà qui non succede proprio niente di nuovo ed è un po'una rottura. Però riflettevo su qualcosa. Intendiamoci, son pensieri sparsi e non ho la forza morale di riordinarli, per cui vi arrangiate:

 

1- voi uomini leggete dei giornali veramente idioti. Non so se diventate idioti perchè leggete giornali idioti o se siete idioti e quindi non potete far altro che leggere giornali idioti. Insomma, è nato prima l'uovo o la gallina? E perchè si dice "cervello di gallina" e non "cervello di gallo"? Comunque, questa mia profondissima riflessione è sorta sfogliando GQ. Intendiamoci, io non compro abitualmente GQ, anzi, non lo ompro mai. E' solo che il numero di Agosto era allegato alla pregiatissima edizione estiva di Glamour, con tanto di indispensabili inserti dedicati alle sfilate autunno-inverno 2008-2009. Comunque, proprio perchè io farei qualsiasi cosa, intraprenderei qualsiasi attività ricreativa pur di non studiare, l'ho sfogliato:

il nostro illustre tomo si apre con una sezione dedicata ai cocktail: come prepararli e attenzione attenzione, quali sono quelli più sexy...allora, io devo essere piuttosto superficiale per non essere in grado di comprendere perchè un cocktail dovrebbe essere sexy e un altro no, ma giuro che mi applicherò in futuro.

Seconda parte: auto. Pagine e pagine dedicate a una macchina nuova che, ovviamente, io non conosco, ma che pare sia molto veloce e sia ispirata a una sorta di tecnologia militare...ragazzi, mi spiace confessarvelo, ma noi donne ci insospettiamo sempre di fronte ai ragazzi con le auto grandi. Sembra sempre che debbano compensare qualche altra mancanza...

Ma a questo punto il nostro giornale prosegue con un servizio su una modella. Nuda. Ah, no, scusate, ha le scarpe... quel che mi fa ridere è che accanto c'è l'intervista. Secondo me non l'ha letta nemmeno l'editore...

Pubblicità: un calendario, con un'immagine diversa per ogni giorno. Micini? Vedute di città? Rilassanti paesaggi campagnoli? No. Posizioni. E non sto parlando di yoga. Se entrassi in casa di un ragazzo con una porcheria simile attaccata alla parete, fuggirei a gambe levate.

Sport. Calcio. Ancora calcio. Sport estremi. Interessante: lanciarsi da una cascata. Perchè non attaccarsi al tubo del gas? mi sembra più indolore.

Ri-modella nuda con ri-intervista che nessuno leggerà. Ri-sport, motociclismo stavolta, con tanto di panoramica sulle ombrelline (esiste mestiere più umiliante?). Vela. Sci. Strane biciclette molto basse. Modella nuda, ma con scarpe e calzini stavolta: lei sì che ha una ferrea moralità.

A questo punto, il mio pezzo preferito, l'articolo del mese, il servizio da Pulitzer: rischiare la morte mangiando il pesce palla. Ma non nei ristoranti dove si va sul sicuro. Comprandolo al mercato. Così, perchè se non siamo cretini non ci piace. Così, perchè fa figo. Così, perchè amiamo il rischio. E io ripeto: ma attaccarsi alla canna del gas non è anche più economico?

Parte dedicata alla musica. E poi dite di noi donne che non ce ne intendiamo? Un intero servizio dedicato a Max Pezzali. Da vergognarsi... Poi sport per l'ennesima volta: atletica, scherma (con donne seminude. Non chiedetemi cosa c'entrino). Poi, finalmente, la parte dedicata allo stile. Questa mi piace.

E mi piace soprattutto un articolo che trovo nelle pagine finali, che non si capisce come mai non stia in prima pagina e dove, finalmente, si riconosce che "la conoscenza maschile su cosa vogliono le donne è arretrata alla stessa velocità con cui è avanzata l'autonomia femminile". Allora ve ne siete resi conto? Ma allora lo sapete? Ne siete consci? Questo signore conclude dicendo che bisogna faticare per sedurre una donna (il che, secondo me, non è nemmeno vero. Ci sono uomini che son capaci di sedurre senza nemmeno alzarsi in piedi, ma son così rari...), ma intanto ha sollevato il problema. Sant'uomo.

2- a volte le cose che ci piacciono di più son quelle che non avremo mai e che sappiamo con certeza non avremo mai. Come quel ragazzo più grande che ci piaceva al liceo o quelle scarpe da cinqucento euro. Ne vien fuori una dolce malinconia...

3-l'estathè in brick non è uguale all'estathè in bottiglia o a quello in lattina. E' decisamente migliore. Dopo decenni di accurati studi, la sottoscritta può affermare con la più completa sicurezza che la differenza sta nella cannuccia. E' la plastica cancerogena della cannuccia che lo rende migliore. Ne sono certa.

4-l'insonnia il giorno prima dell'esame è una cosa ineliminabile. Fosse anche il centesimo esame che si dà. Dovrebbero permetterci di sostenere l'esame di notte. Dovrebbe essere un diritto sancito per legge.

5-questo blog sta diventando sempre meno interessante. Prometto che non scriverò più, a meno che nella mia vita non accada qualcosa di assolutamente eccezionale.

Adesso vado a nanna, che non si sa mai, magari riesco a chiudere occhio per una mezz'ora.

Baci a tutti

Elena

 
August 23

Il tao dell'ammmmore

Salve a tutti. Che ci crediate o no, nonostante le Olimpiadi assorbano gran parte della mia giornata, ho ricominciato a studiare, e, non solo, i miei studi mi hanno fatto riflettere su una cosetta che vorrei condividere con voi: la strategia cinese.

Allora, come tutti voi ben sapete (e in ogni caso, di qualsiasi cosa si tratti, Jacopo ne sa molto più di voi), in Occidente si pensa alla guerra in modo molto diverso che nel paese degli involtini primavera: da una parte abbiamo l'epopea eroica, i grandi generali a la Napoleone, le gesta spettacolari, un'insana passione per il sangue a fiumi e roba del genere, mentre dall'altra, fin dalla notte dei secoli, si insegna che il grande generale non è quello che ingaggia e vince cento battaglie ma quello che non ne fa nemmeno una. Dalle nostre parti, infatti, l'idea di fondo è questa: voglio una cosa? Allora impiego tutta la forza e i mezzi che ho a disposizione per ottenerla, a qualsiasi costo.

Dall'altra parte del mondo, invece, si predica l'arte dell'attesa e, poichè ogni cosa ha in sè il suo contrario e il reale è in continua trasformazione, tutto ciò che devo fare è saper aspettare e lasciarmi trasportare dalla situazione, una volta che questa comincia a inclinarsi a mio favore, senza forzare il naturale corso delle cose, il tao appunto. Mi scuso, chiaramente, per l'estrema banalizzazione che ho fatto in queste poche righe di due culture che hanno millenni di storia alle spalle, ma la mia mente è ancora in vacanza e non ho intenzione di documentarmi di più (anche perchè, ne sono certa, Jacopo potrà illuminarci ulteriormente ;-)).

Comunque, questa premessa mi serviva per proporvi questa questione: e se la guerra l'avessero fatta le donne? Voglio dire, e se invece di Napoleone fosse stata Giuseppina, cosa sarebbe cambiato? Molto, secondo me. Prima di tutto, perchè noi donne, generalmente, troviamo riprovevoli gli inutili spargimenti di sangue, anche quelli fatti di pixel colorati che a voi maschietti piacciono tanto, soprattutto perchè antiestetici. Non siamo attratte come voi dall'eroismo sterile: per intendersi, nessuna donna, o comunque molto poche, sarebbe così idiota da lanciarsi in campo aperto, sotto i bombardamenti e il fuoco nemico, al solo scopo di difendere la propria patria con la speranza di ottenere una medaglia al valore. Se la medaglia fosse di diamanti, forse...

Comunque sia, ne sono certa, noi donne avremmo agito ben prima e, come dicono i saggi cinesi, non avremmo aspettato che il reale si fosse già attualizzato costringendoci a forzarlo per ottenere ciò che volgiamo, ma avremmo agito a monte, lavorando nell'ombra per ingannare-allettare-spossare-sedurre il nemico, senza dover colpo ferire. Avremmo vinto senza combattere, insomma, senza aspettare che il conflitto fosse irrimediabilmente aperto. E non ci si sarebbe spezzata nemmeno un'unghia...

Al limite, saremmo ricorse al veleno, in un bell'anello con brillocco, avremmo nascosto un po' d'arsenico per sterminare i capi di Stato nemici, come faceva Lucrezia Borgia coi suoi amanti. In ogni caso, sarebbero stati rari i casi di omicidio; sono sicura, infatti, che se il mondo fosse governato da noi donne, portate come siamo al pettegolezzo, avremmo predisposto dei sitemi di Intelligence tali da tenere tutto sotto controllo, gli eserciti verrebbero smantellati e le caserme trasformate in enormi outlet.

Sì, perchè, invece, a voi maschietti la guerra piace farla fin da piccoli, quando giocate agli indiani e cawboy o a uno qualsiasi di quei videogiochi diseducativi che le vostre povere madri sono costrette a comprarvi per farvi tacere. Anche lo sport, qualunque esso sia, per voi ometti è una scusa qualsiasi per darvele di santa ragione. Ho visto amici picchiarsi per una partita a ping pong, giuro! E, anche quando diventate troppo vecchi, oppure siete comunque troppo pigri per darvi da fare, vi dedicate al tifo, altra scusa banale per sfogare la vostra sete di violenza e le manie di protagonismo. Se arrivate a capo dei paesi più importanti del mondo poi non ne parliamo, non vi sembra vero di poter giocare a Risiko con dei carrarmatini veri (ogni riferimento a fatti e persone non è puramente casuale...).

Per cui, uomini miei, datemi retta e lasciate che siamo noi donne a governare il mondo: saremmo tutti più felici, meno guerrafondai e meglio vestiti...E, ricordate, la prudenza non è vigliaccheria, è furbizia!

Comunque, la mia riflessione sulla strategia cinese, purtroppo per voi, non si è fermata qui, ma è proseguita. Come si dice dalle nostre parti? In guerra e in amore tutto è permesso, no? E, se ci pensate bene, la guerra e l'amore un po' si assomigliano: in entrambi i casi c'è qualcuno che vuole fottere l'altro... l'unica differenza è che, come diceva un poeta di cui non ricordo il nome (ma, sicuramente, Jacopo sì...) in amore si può perdere, ma non si può mai vincere; al massimo si va a pari.

Comunque sia, mi è venuto spontaneo mettere in relazione gli insegnamenti degli strateghi dagli occhi a mandorla con la vita sentimentale di una donna single del nuovo millennio. E ho capito che non abbiamo capito un accidente. Che facciamo quando ci piace un uomo? Ci sforziamo di sedurlo, ci arrabattiamo per farci notare, ci agghindiamo come alberi di natale, facciamo le kamikaze immolandoci alla causa dell'amore, insomma ci lanciamo tra il fuoco nemico senza nemmeno caschetto di protezione! E, invece, il saggio cinese ci insegna che dobbiamo sfruttare l'occasione favorevole e non cercare di forzare il reale! Infatti, mentre noi siamo lì che balliamo la mazurka per conquistare quello che si rivelerà poi un decelebrato maniaco, probabilmente, un ominide più dignitoso si stava preparando a fare la prima mossa verso di noi, scoraggiandosi immediatamente dopo di fronte alla nostra condotta pietosa.

 Il diplomatico cinese insegna che bisogna essere rotondi di fronte alle circostanze, ovvero non dobbiamo porci un obiettivo e, inforcati i paraocchi, inseguirlo a tutti i costi, ma dobbiamo essere capaci di plasmaci alle situazioni che ci si presentano davanti. E, se ci pensate, questo è proprio vero, perchè quando noi femminucce di homo sapiens individuiamo l'oggetto dei nostri desideri, siamo del tutto incapaci di vedere che intorno a quell'essere angelico, scalpita tutta una serie di puledri di razza, da noi ingiustamente ignorati.

Oltretutto, poichè ogni cosa ha in sè il suo contrario e ciò che oggi è cavo domani sarà pieno, l'uomo che non ci vuole oggi, prima o poi ci desidererà ardentemente (E poi, pensateci bene a quanto è vero che l'odio si trasforma volentieri in amore e viceversa!). E se l'uomo che oggi non ci vuole non vivrà abbastanza perchè il corso naturale delle cose lo porti a volerci di nuovo? Bene, ci sediamo sulla riva del fiume, aspettando che passi il suo cadavere; fuor di metafora, ovviamente.

Adesso vi saluto, con la speranza che la saggezza cinese mi guidi nella mia disastrosa vita sentimentale

Buona serata

Elena

PS: Jacopo, anche se ti prendo in giro, me lo presenti lo stesso il tuo amico???

 

August 20

Riassunto postvacanziero

Ciao a tutti!!!! Vi sono mancata???? Sicuramente sì, perciò vengo a un rapido riepilogo delle mie vacanze. Sono stata in Croazia coi miei, indi per cui non avevo altro da fare da mane a sera che abbronzarmi e mangiare: adesso sono diventata una cicciona di colore. Il dramma? L'abbronzatura se ne andrà presto, mentre i chili di troppo resteranno, come al solito. In ogni caso, mi sono premunita e ho aggiunto al mio lettore mp3 la canzone di Giusy Ferreri, obbligandomi ad ascoltarla almeno 25 volte al giorno, così da non perdere il tormentone dell'estate e, una volta tornata in Italia, poter sbuffare come tutti gli altri quando la radio la mette in onda per la trecentesima volta. Comunque, è stata una vacanza rilassante, quindici giorni passati perennemente in costume e senza bisogno di acchittarmi per uscire, un bel risparmio di tempo e di energie! Adesso sono tornata alla mia vita di tutti i giorni: l'insonnia mi perseguita, devo studiare come un bue ed è riniziata la stagione dei festini alcoolici, insomma, tutto nella norma. Lo so cosa vi state chiedendo adesso: uomini? No, per fortuna nessun essere immondo ha bussato alla mia porta per cui vivo serena.

Comunque, alla fine mi sono arresa. Ho raggiunto l'illuminante consapevolezza di non essere la donna matura che credo. Sapete perchè? Perchè sono irresistibilmente attratta da una certa categoria di uomini, che si può descrivere brevemente con tre aggettivi: buffoni, egocentrici e folli. Temo che sia così perchè queste tre caratteristiche mi si adattano piuttosto bene, ora che ci penso. Comunque, ho capito che è inutile che io cerchi di concentrarmi su ingegneri dalla spiccata maturità o biologi marini con una sensibilità acuta. A me piacciono gli idioti. Punto e chiuso. Per cui se ne conoscete, presentatemeli. Prometto che rinuncerò perfino alla tendenza tutta al femminile di volerci vedere dietro personcine dall'alto valore morale che, per paura di mostrare la propria fragilità, si atteggiano a giullari spacconi. SONO giullari spacconi, e non c'è nient'altro da aggiungere.

Comunque, io ho una nuova droga: si chiama Facebook, il social network per eccellenza. Ci passo tre quarti della mia giornata, facendo test idioti tipo "quale arma si addice meglio alla tua personalità?" e giocando a Puzzle Bubble, ma soprattutto perdendo miseramente in quella tacita gara a cui tutti partecipiamo per avere più amici dei nostri amici. Io ho perso in partenza. Ho alcuni contatti, di cui non faccio il nome ma che sono facilmente identificabili, che venderebbero la propria madre pur di raggiungere i 200 amici e stracciare gli avversari. Hanno la faccia tosta di contattare i propri compagni dell'asilo, pur di non rimanere indietro. Ma sapete qual è il problema? Io all'asilo non ci sono andata! Dannazione! Tra l'altro, una delle cose più simpatiche di facebook è che ti aggiungono come contatto persone che non ti hanno mai salutato fino al giorno prima e che continueranno a non farlo nonostante abbiano voluto a tutti i costi sancire la vostra "amicizia", ma tu li accetti, perchè, bene o male, ti aiutano nella scalata verso il milione di contatti. E al diavolo la dignità!

Adesso, miei cari, vi saluto e mi vado a vedere le Olimpiadi (lo so, anch'io mi ero ripromessa di non guardarle vista la questione tibetana, ma non ce la faccio, io adoro l'agonismo, la fatica e il sudore altrui! E soprattutto, i muscoli dei nuotatori...)

Baci,

Elena


July 28

Sardine e aringhe

Allora, lo so, ho disertato questo blog per un sacco di tempo, ma capitemi, sono in vacanza, l'abbrutimento più totale si è impossessato di me, esco tutte le sere, bevo, festeggio e cazzeggio tutto il tempo. Insomma, sto da dieci. Ma vorrei condividere con voi alcuni pensieri sparsi, con cui mi congedo prima di partire per le vacanze estive (più di due settimane in Croazia a spalmarmi al sole...meglio di così...):

1) Taylor Hanson è sposato e ha tre figli. Ora, so che alla maggior parte di voi questo causerà poco più che uno sbuffo di risa, ma, credetemi che io a tredici anni vivevo per quel ragazzino. Avevo centinaia di poster in camera, gli scrivevo lettere e non mi perdevo un suo passaggio televisivo. Ok, ora tutti inizierete a deridermi e tirerete fuori quell'inflazionatissima battuta sul fatto che Taylor è una donna. Ma io l'adoravo ed ero convinta che ci saremmo sposati...come ha potuto tradirmi?? Voi non capite, all'esame di terza media io tenevo sul banco la sua foto come santino...era amore vero...Scusate, sono tornata per un attimo una tredicenne, ma ora la pianto.

2) Perchè gli uomini della mia vita sono, generalmente, nel corpo sbagliato? Mi spiego meglio: mi capita, a volte, di conoscere uomini per cui non ho la minima attrazione fisica ma che hanno una personalità tale, una tale capacità di capire come sono fatta e di sapere come prendermi che mi fanno perdere la testa dopo cinque minuti di conversazione.

Voi tutti sapete come sia difficile per un maschietto conquistare la mia attenzione (soprattutto se non ha un bel paio di spalle...), ma ci sono quelli che, seppur bruttini, anzi brutterrimi, riescono con due parole a farmi sciogliere come una pera cotta. Adoro gli uomini che scherzano con me, sanno rimettermi al mio posto quando esagero (spesso), sanno prendermi in giro, ma poi mi offrono da bere. Adoro quelli che mi guardano fissa negli occhi, mi rispondono a tono ma mi coprono le spalle se fa freddo. Adoro quei rarissimi ragazzi che sanno approcciarsi a me in modo schietto ma non banale, che mi sanno stupire anche solo nel modo di chiedermi il numero di telefono. Che capiscono che il corteggiamento è un gioco, è una gara e che l'ironia è la cosa più erotica del mondo, anche se sei bruttino.

Per cui io ai miei amici maschi lo ripeto sempre: smettetela di fare gioco di sguardi, che ci invecchiate a rimirare da lontano la donzella desiderata senza mai chiederle come si chiama e siate intraprendenti, stupitela, osate. Perchè se è una donna con la d maiuscola, anche se all'inizio non vi ha notato, può cadere ai vostri piedi solo perchè la fate ridere. E lo so che sembra una banalità, ma è vero.

3) Altro quesito: perchè gli uomini insistono per avere il numero di telefono di una fanciulla e poi non la chiamano? Cos'è, lavorano tutti per la Vodafon e hanno il divieto assoluto di chiamare i numeri Tim? E guardate, a me è capitato più di una volta. Non so, forse si aspettano che, una volta chiesto il numero, noi ci impegnamo in una spettacolare performance sessuale di ringraziamento invece di salutare cordialmente... oppure, forse, il loro gioco di conquista finisce esattamente nel momento in cui hanno ottenuto quella tanto desiderata serie di cifre, chissà...oppure non hanno le palle per chiamare, che è ben più probabile, e aspettano che siamo noi donne moderne a fare la prima mossa. Idioti...

4) Vorrei chiudere il mio blog prima della pausa vacanziera con una frase molto carina che ho trovato ne "L'amante di Lady Chatterley":

"Si pensa che il mondo sia pieno di possibilità, ma si riducono a ben poca cosa nella maggior parte dei casi. Vi sono molti buoni pesci nel mare...forse;

ma la gran massa sembra sia formata soltanto di sardine e di aringhe e, se non si è sardine o arinche noi stessi, non c'è speranza di trovare buoni pesci nel mare."

Detto questo, passo e chiudo, ci sentiamo a fine Agosto, a meno che non senta l'impulso irrefrenabile di condividere prima con voi qualche altro inutile pensiero.

Baci e buone vacanze a tutti!

Elena, quella che odia sia le aringhe che le sardine

July 15

Non ho l'età...

Allora, finalmente sono in vacanza e non faccio altro che cazzeggiare per casa e godermi i tanto sospirati saldi. Insomma, la mia vita sarebbe pressocchè perfetta in questo periodo se non fosse che il mondo intero continua a ricordarmi che, oramai, la beata gioventù si appresta a lasciare le mie stanche membra.

Tanto per dire, l'altro giorno ho fatto una sfilata. Niente di che, non inorridite, era solo una specie di spettacolino messo su dalla mia parrucchiera per far vedere certe pettinature. Fattostà che, a fine spettacolo, mi si avvicina un'avvenente signorina e mi comincia a fare una serie di domande per incastrarmi in una specie di concorso per modelle. Ora, intendiamoci, la cosa non mi interessava affatto: so benissimo di non essere una taglia 40 e avrei aspirazioni ben più significative per il mio futuro (sempre che una laurea specialistica in scienze politiche me lo permetta), comunque sia è stato davvero avvilente quando la suddetta reclutatrice mi ha chiesto l'età, mi ha sorriso bonariamente, e mi ha confessato che sono troppo vecchia per calcare le passerelle. Giuro, testuali parole, ha detto proprio vecchia. Converrete con me che è stata piuttosto indelicata.

Oggi poi, si è sfiorato il dramma familiare. Ero per negozi con la mia mamma e parlavamo del fatto che molte signorine della mia età si accoppiano con esseri ignobili pur di non rimanere scompagnate il Sabato sera. Io stavo proprio dicendo che è una cosa stupida, che abbiamo tutta la vita davanti per accontentarci, che siamo ancora giovani, ma lei ci ha tenuto a puntualizzare:-non poi così tanto giovani...-. Avrei voluto defenestrarla dal negozio, ma mi sono trattenuta perchè c'erano testimoni.

Insomma, sto invecchiano, non ho più l'età per fare un sacco di cose. Tipo il biglietto ridotto per il cinema o il teatro. Sono troppo vecchia per gli shorts e anche per decidere, all'improvviso, di cambiare facoltà e iscrivermi, che so io, a scienze erboristiche. Sono ormai fuori target per un sacco di locali e feste. Quando alzo un po' troppo il gomito, il giorno dopo sono moribonda, mentre a sedici anni bastava un caffè e tutto tornava normale. Mi stanno venendo le rughe e, molto spesso, controllo di non avere capelli bianchi. Per ora niente, ma non si sa mai.

Lo so, vi ho messo un sacco di angoscia con questo post, ma volevo condividere con voi questa mia ennesima preoccupazione. Spero sappiate tirarmi su il morale.

Baci

Elena

July 06

C'era una volta quella laida di Biancaneve

La Lisa non me ne vorrà di certo se riporto su queste leziose paginette rosa la discussione che abbiamo intrattenuto Venerdì sera. Allora, la questione verteva sull'immagine delle donne come emerge dalle favole con cui noi bambine siamo cresciute.

 

Prima cosa: tutte 'ste principesse che si addormentano. Io, che soffro d'insonnia più o meno da sempre, le invidio per i loro farmacisti di fiducia, che chissà cosa si erano inventati per farle dormire per secoli, altro che Lexotan! Ma questo è il meno. Ciò che lascia perplessi di tutte queste donzelle narcolettiche, da Biancaneve alla Bella Addormentata, è che hanno sempre bisogno di un principino azzrro che le baci per spezzare l'incantesimo. Mai nessuna che si rompa le scatole di starsene ad aspettare sotto l'asfissiante teca di vetro. Che ne so, Biancaneve fa un ruttino, digerisce il boccone amaro e organizza uno smercio di sidro di mele per tirar su lo stipendio. No, mai.

 

E la dolce Raperonzolo? Passa la sua miserevole esistenza su una torre a guardar fuori dalla finestra, aspettando che qualcuno venga a liberarla. Non le è mai venuto in mente di far una corda coi lenzuoli e calarsi giu? Oppure almeno di provarci a ucciderselo da sola il drago? Non sia mai. E poi mi son sempre chiesta: ma se il principe, quando arriva, semplicemente si arrampica, perchè lei non può aggrapparsi e scendere? C'ha i muscoli rattrappiti? E' paralitica? Mha..

 

Poi i salvatori, non si sa come, son sempre principi. Ricchi, straricchi. C'hanno po' po' di palazzi. Mai uno sguattero, un minatore o un locandiere. Mai. E poi non ci stupiamo se le bambine crescono con l'idea che la storia di due cuori e una capanna se la sono inventata le sfigate per consolarsi... E poi son sempre belli. Non capita mai che il principe le baci e le donzelle rispondano:-che schifo!- oppure:-scusa, sono lesbica!- o ancora:-guarda, sei adorabile. Ma 'st' estate vado con le amiche a Ibiza. Ti chiamo io-. No, loro le baciano e le principesse tac, si innamorano. Quasi a dire che se noi donzelle non ci accoppiamo col primo che bussa alla nostra porta ci rimaniamo tutta la vita, sotto la teca di vetro.

 

Oppure son brutti, ma brutti forte. Come la Bestia. Ma noi donne non abbiamo il diritto di essere superficiali, nossignore, dobbiamo guardare oltre l'aspetto esteriore, scrutare l'anima degli uomini. Il rospo ce lo dobbiamo baciare, che poi, forse si trasforma in principe. Ma se il principe arrivava da Cenerentola e lei struccata e spettinata era una ragana, ben diversa dalla donzella di cui si era invaghito la sera precedente, credete che l'avrebbe sposata solo perchè aveva il giusto numero di piede? Ma figuriamoci. Queste storie, son sicura, le hanno inventate perchè sennò gli storpi non trovavano moglie.

 

Ma quella che merita un paragrafo a parte è Biancaneve. Quella passa mesi e mesi in una stamberga di campagna con sette, dico sette, nani e si sa cosa si dice in giro dei nani, no? Volete fami credere che lei aspetta illibata l'arrivo del suo principino? Ma non scherziamo! Poi arriva una vecchia, che non hai mai visto nè conosciuto, e ti prospetta delle mele che si vede da chilometri che o son modificate geneticamente o son avvelenate. E lei, mio piccolo, adorabile cervello da velina che fa? Se le mangia. Ma la morte istantanea è il minimo che ti possa capitare! Guardate, l'unica attenuante che le dò è che fosse stanca di essere sodomizzata dai nani, ma poi basta.

 

E tutto questo rapporto morboso che c'hanno le eroine delle favole con gli animali? Come cantano, piovono uccellini, conigli, antilopi e perfino topi. Che, se vogliamo dirla tutta, non è nemmeno proprio igienico.

 

Ma quel che mi fa imbestialire è questa cosa che i cattivi son sempre femmine: streghe, matrigne, sorellastre... E se la strega di Biancaneve la posso pure capire (tutte noi abbiamo istinti omicidi verso le donne più belle) quella della Bella Addormentata faccio fatica. A meno che questa festa di battesimo a cui non è stata invitata non fosse un irrinunciabile evento mondano, un po' come le nozze Briatore-Gregoraci. Altrimenti la rabbia non si spiega. Ma d'altra parte le nostre eroine romantiche son tanto belle quanto buone. Per non dire stupide. Perchè Cenerentola deve aspettare di calzare la scarpina giusta per poter andarsene di casa? Non può piantare lì la matrigna e le sorellastre e metter su un'impresa di pulizie, che tanto l'esperienza ce l'ha?

 

Comunque, poi, se vogliamo riflettere più a fondo su questa cosa delle favole, mi viene da chiedere: ma cos'è l'amore, se non una favola che ci raccontiamo in due? Come possiamo trovare ogni giorno più attraente l'uomo che ci sta a fianco se non perchè quello che vediamo in lui è il principe che abbiamo sempre cercato? Come può lui sopportarci quando siamo nervose e lunatiche e noi desiderarlo quando ha il raffreddore o l'acne se non per uno strano incantesimo? Com'è che a volte, davvero, vedendo un uomo proviamo quella sensazione assurda, che è la certezza completa di volere lui al nostro fianco, anche se, magari, assomiglia più al rospo che al principe?

 

Insomma, quel che noi donne chiediamo agli uomini, nonostante tutte le ingiustizie delle fiabe che ci raccontano fin da quando siamo bambine, è di avere anche noi la nostra favola. Di venir salvate, anche se siamo capacissime di salvarci da sole, di venir svegliate, anche il nostro sonno è solo metaforico, di essere portate via dal principe, anche se lui porta i jeans, non arriva sul cavallo bianco, anzi, non sa nemmeno cavalcare, e anche se non ha un castello, ma un monolocale in periferia. Perchè quello che noi donne desideriamo più di tutto è sentirci principesse, almeno per un poco, anche solo per una persona.

Baci

Elena

July 04

Competitività. Sostantivo femminile...

Ciao a tutti: sto attaversando una profonda crisi creativa. Sarà il caldo, saranno gli esami, sarà che il mio vicino ascolta continuamente Fabri Fibra (anche adesso, per inciso), ma non so proprio dove ho perso la mia prestigiosa verve ironica.

Comunque vediamo di cosa posso parlarvi: l'altro giorno sono stata a un torneo di playstation (seguivo in turnee il mago del joystick Billy) e ho potuto toccare con mano quanto profonda sia l'idiozia maschile. Posso pure passarvela che voi maschietti urliate, vi esaltiate e viviate per la vostra squadra del cuore. Ma quando quella squdra è fatta di pixel colorati, mi dite perchè diavolo ve la prendete tanto?

E' che voi siete nati competitivi, non ci si può far nulla. I maschi di un branco entrano sempre in competizione fra loro per conquistare la femmina più bella. Il maschio umano lo fa per una palla di cuoio in versione digitale, ma va bene lo stesso.

E' stato estremamente divertente quando il compagno coach di Billy, per far capire a me e alla sbigottita Vio il perchè di tanta esaltazione ci ha spiegato con fare commosso che lui si ricorda tutti i volti di coloro che l'hanno battuto, in qualsiasi sport, gioco o competizione in genere. E' per tutti loro che deve vincere sempre.

Immagine poetica, figuariamoci, ma io non mi ricordo affatto il viso dell'ottuagenario che mi ha battuto a tresette al mare l'estate scorsa, figuriamoci se ho qualche rimembranza di com'erano fatti gli agguerriti giovincelli che hanno battuto la squadra della mia classe a palla avvelenata alle elementari. Sarà perchè ho poca memoria che, in genere non mi intererssa vincere?

Ho amici che diventano insopportabili con un mazzo di carte in mano. La Cate per esempio, ecco lei mi fa paura; se non è in coppia con me a briscola le viene lo sguardo assassino, diventa cattiva, provocatrice, spia le mie carte. E se sono in coppia con lei è pure peggio; perchè se mi distraggo e sbaglio qualcosa mi sento arrivare una calorosa "pacca" di incoraggiamento. Ma se, stolta, proseguo nell'errore, allora rischio il pubblico linciaggio. Confesso, a volte mi vien voglia di farla vincere per evitare litigi, ma poi penso che, se se ne accorge, la cosa potrebbe andare a finire molto male.

Poi ho quegli amici che per le carte ci sentono un monte. Ma non giocano normalmente, per rilassarsi, giocano per mettere alla prova la loro intelligenza e i miei nervi. Ore intere a pensare se è meglio buttare il carico e come va va oppure giocare l'ultima briscola, e tentare il tutto per tutto: e allora partono i calcoli matematici, quelli probabilistici, le statistiche internazionali, sembra d'essere a lezione di matematica avanzata. E io mi annoio e, mentre partono coi logaritmi, inizio a sostenere che le carte sono un'invenzione del demonio.

Sapete invece dove si sfoga la competitività di noi femminucce? Nel pettegolezzo. Il pettegolezzo è sacro, è un dovere morale, un piacere impareggiabile. E non venite a dirmi che no, a voi non interessa affatto sapere se tizio ha cornificato la fidanzata con l'ex e storie torbide del genere perchè non vi credo. La metà delle cose che facciamo le facciamo per essere notati degli altri. Se nessuno ne parlasse, potremmo smettere di farle.

E noi donne in questo siamo specializzate perchè le nostre amiche sono intoccabili, meravigliose, perfette, ma il resto delle donne no: quelle più belle di noi sono semplicemente zoccole, le altre semplicemente orrende. E noi non manchiamo di ripetercelo continuamente. Se andiamo a una festa, per esempio, la prima cosa da fare è il classico capannello femminile, da cui partono le stoccate più crudeli al resto della fauna femminile del luogo. Che vi piaccia o no, funziona così.

Se poi una di queste semisconosciute si azzarda a entrare nel territorio che abbiamo pazientemente segnato con sudore e lacrime, se una sgualdrina qualsiasi si avvicina con fare promisquo all'oggetto dei nostri desideri, allora è guerra dichiarata. E senza regole. Una volta ho minacciato una ragazza che le avrei strappato le budella a morsi; devo essere stata convincente, perchè ha ceduto. Altre volte è utile anche solo uno sgambetto, del lassativo nel bicchiere o roba del genere, ma si rischia la denuncia, per cui io consiglio di attenersi alle minacce verbali in totale assenza di testimoni. Niente per via telefonica, che poi ci intercettano...

Oppure, se proprio non siamo state capaci di immobilizzare la nostra avversaria in fase di avviocinamento all'obiettivo e la battaglia è persa, possiamo sempre sperare di vincere la guerra. Ha attaccato a un muro l'uomo della vostra vita per puro e semplice piacere momentaneo? Colpitela al fianco, cominciando a sedurre il suo ex fidanzato storico o il fratello. Vi ha rubato il fidanzato? Bhe, con un semplice taglierino e un po'di acido muriatico si possono fare tante cose alla carrozzeria di un'auto...( ma non ve l'ho suggerito io...).

Insomma, va bene la solidarietà femminile, ma solo se non c'è di mezzo un uomo (e se siamo con le nostre amiche, ma con le amiche vere, questo va detto, un uomo di mezzo non c'è mai!). Là fuori è una giungla, piena di donne più magre di me, più sveglie di me, più (ebbene sì) belle di me. Non resta che combatterle, anche con armi improprie. 

Oddio, 'sto post ha assunto toni da epopea eroica, per cui la pianto. E ora, divertitemi a insultarmi e a darmi dell'immatura e della vendicativa.

 

Elena, Lady Vendetta

 
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